19 aprile, 2013
Prospettiva Quirinale. Succede ma se non succede …
Hanno insaccato Prodi! Così affermano blog e testate di centro destra, nel giorno in cui il professore viene bruciato alla quarta votazione per il Quirinale. Circa un centinaio i franchi tiratori della coalizione centro sinistra che hanno guardato altrove. Cosa succederà ora è veramente difficile a dirsi, pensando che domani 20 aprile alle 10 di mattina si svolgerà la quinta votazione e che questa richiederà solo la maggioranza dei votanti. Il PD (leggesi Bersani) confluirà su Rodotà (come vorrebbe gran parte della base) ponendo le basi per un flebile passo vero il Movimento 5 Stelle oppure troverà un altro accordo con il PDL, optando per un nome nuovo? C’è sempre Anna Maria Cancellieri, sostenuta dai montiani, che potrebbe forse sedare la disputa nella presidenza della Repubblica.
Se vincesse Rodotà…
Ad ogni modo, senza fantasticare troppo e fare dell’inutile toto Quirinale, cercando di estrarre un nome inaspettato dal cilindro, qual è la prospettiva con una vittoria di Rodotà?
Prima di tutto il quadro risulta questo. Il pannelliano ottantenne ex PCI, è stato sostenuto dai grillini e da una cinquantina di eletti del PD (così almeno sembra). Il PD si è così spaccato rendendo più che esplicite le divisioni interne e la debolezza di Bersani, costretto a trovare una terza soluzione per tenere uniti i parlamentari dopo due grossolani flop. Se Bersani convergerà su Rodotà potrebbero aprirsi spiragli con un esecutivo a supporto 5 stelle. Così paiono confermare le dichiarazioni dei parlamentari grillini.
A quel punto la partita Quirinale si chiude ma rimane l’incertezza di un esecutivo che non può reggersi su una maggioranza altalenante al Senato. Come riuscirà il centro sinistra ad ottenere la fiducia dal Movimento 5 Stelle (che tra l’altro non basta, serve pure quella del nuovo gruppo GAL)? Se Grillo persisterà (e così credo) nell’essere inflessibile, il meglio che può auspicare il centro sinistra è un governo di scopo che cambi la legge elettorale.
Tutti a votare con una quasi certa caduta di Bersani, una fase calante del PD con l’apertura della fase renziana e Matteo Renzi candidato premier, e un Berlusconi dato prima per sconfitto con qualche carta in più da giocare. Senza considerare che fino a nuovo ordine, Mario Monti è ancora primo ministro e continua a governare…